Etichetta alimentare: cosa è e come leggerla? La guida completa!
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ETICHETTA ALIMENTARE: COSA È E COME LEGGERLA

Settembre 17, 2021Michela Dessì

Quando si fa la spesa, in gran parte dei casi, si presta più attenzione al prezzo del prodotto piuttosto che alla sua qualità. Tuttavia, quest’ultimo aspetto non dovrebbe passare in secondo piano! In realtà è possibile acquistare alimenti con un elevato valore nutritivo anche a prezzi contenuti, il segreto sta nel saper leggere l’etichetta alimentare riportata sulla confezione. In questo articolo, con la supervisione della Dott.ssa Roberta Faraone – Biologa Nutrizionista, voglio proporti una guida alla lettura degli aspetti più importanti delle etichette degli alimenti.

Articolo del 2016, aggiornato al 2021.

Cosa sono le etichette alimentari?

L’etichetta è definita dall’Art. 2 del Regolamento (EU) 1169/2011 come “qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore”.

Questa definizione riguarda esclusivamente i prodotti pre-confezionati o pre-imballati. A livello pratico, l’etichetta alimentare rappresenta la “carta d’identità” di un cibo.

Perché è importante leggere le etichette degli alimenti?

Saperle leggere e, quindi, capirle ci consente di acquisire importanti informazioni sul contenuto nutrizionale di un alimento e può aiutarci a compiere delle scelte alimentari salutari e consapevoli.

Infatti, è importante riconoscere quali prodotti alimentari è meglio evitare e quali, invece, meritano un posto nella nostra dispensa. Anche se per legge il contenuto di una etichetta alimentare deve essere chiaro e trasparente, riuscire a interpretarla non è tanto facile e immediato.

Alzi la mano chi almeno una volta (o più di una) è stato attratto dalle scritte promozionali dei “senza, basso e ridotto contenuto di…” presenti sulle confezioni. Scommetto in tanti e anche in questo caso è bene conoscere il loro vero significato.

Cosa deve essere indicato sull’etichetta di ogni prodotto?

Iniziamo col vedere quali sono le indicazioni obbligatorie in una etichetta alimentare, cioè quelle che devono essere per legge indicate. L’elenco è riportato all’art. 9 del sopraccitato Regolamento:

Etichetta
Etichettatura degli alimenti – Ministero delle Salute
  • denominazione dell’alimento
  • elenco degli ingredienti
  • presenza di allergeni
  • quantità di alcuni ingredienti o categorie di ingredienti
  • quantità netta dell’alimento
  • termine minimo di conservazione o la data di scadenza
  • condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego
  • nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore che si è occupato della commercializzazione del prodotto
  • Paese di origine e luogo di provenienza del prodotto
  • istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento
  • per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo
  • dichiarazione nutrizionale.

A queste indicazioni se ne aggiungono anche altre obbligatorie complementari che dipendono da tipi o categorie specifici di alimenti.

Cosa c’è scritto sulle etichette degli alimenti: l’elenco degli ingredienti

Adesso sappiamo cosa troveremo sicuramente nella etichetta alimentare di un qualsiasi prodotto. Vorrei che ci soffermassimo subito sull’elenco degli ingredienti, perché secondo me è parte di una etichetta tutti dovrebbero saper leggere perché è importante avere consapevolezza di ciò che stiamo mangiando.

L’elenco degli ingredienti corrisponde a “tutti gli ingredienti dell’alimento, in ordine decrescente di peso, così come
registrati al momento del loro uso nella fabbricazione dell’alimento
“.

Si tratta, quindi, di tutte le sostanze utilizzate nella produzione, le quali devono essere elencate in ordine decrescente di peso: il primo ingrediente è quello presente in maggiore quantità e via via seguono quelli contenuti in quantità minore. Quali etichette alimentari preferire? Quelle che presentano una lista degli ingredienti più breve possibile, pochi e di qualità.

Nel caso in cui il prodotto contenga allergeni, questi devono essere evidenziati in etichetta con carattere diverso rispetto agli altri ingredienti. Inoltre, la presenza di “oli vegetali” o “grassi vegetali” deve essere evidenziata in un apposito elenco che ne indica l’origine specifica (es. olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.).

Anche aromi e additivi, se presenti, devono essere indicati in etichetta. Gli additivi sono sostanze chimiche prive di valore nutrizionale usate per conferire particolari caratteristiche al prodotto o per prolungare la conservazione. Si tratta di conservanti, antiossidanti, coloranti, addensanti, emulsionanti, antiagglomeranti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità. Sull’etichetta alimentare può comparire il nome dell’additivo oppure la sigla europea “E” seguita da un numero identificativo CE. Anche se autorizzati dall’Unione Europea, è meglio preferire alimenti con il più basso contenuto di additivi.

Quali etichette alimentari evitare?

Diffidate degli alimenti che hanno come primo o secondo ingrediente lo zucchero (tranne quello naturalmente contenuto nella frutta) o il sale.

Inoltre, andrebbero evitati o fortemente ridotti i cibi contenenti:

  • Nitriti e nitrati (E249, E250, E251 e E252), presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate. Sono aggiunti come additivi e non come semplici conservanti, servono a mantenere il colore rosso della carne, favorire lo sviluppo dell’aroma e svolgere un’azione antimicrobica e antisettica, soprattutto nei confronti del botulino. Di per sé non sono cancerogeni, ma possono essere convertiti attraverso la cottura e il metabolismo in composti che sono considerati cancerogeni, chiamati nitrosamine.
  • Solfiti e anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227 e E228), contenuti principalmente in bibite a base di frutta, succhi, dolci, pesce conservato, birra, vino e frutta secca. Sono dei conservanti antimicrobici utilizzati per evitare la germinazione di muffe, lieviti e batteri, per mantenere la colorazione naturale dei cibi e proteggerli dall’imbrunimento. Possono provocare irritazione gastrica, reazioni allergiche e alterazioni vitaminiche.
  • Glutammato monosodico (E621), si trova in molti alimenti come i dadi da brodo, tanto da comparire come primo ingrediente, e viene impiegato per intensificare o modificare il gusto. Dato il suo diffuso utilizzo, l’elevata assunzione giornaliera può provocare intolleranze a quest’additivo e altri disturbi da non sottovalutare.
  • Tartrazina (E102), colorante artificiale presente in caramelle, snack, bevande analcoliche e sciroppi. Insieme al giallo di chinolina, giallo tramonto FCF (giallo arancio S), azorubina (carmoisina), ponceau 4R (rosso cocciniglia A), rosso allura AC sono stati associati al deficit di attenzione nei bambini.
  • Mono e Digliceridi degli acidi grassi (E471), emulsionanti che si possono trovare in prodotti da forno e pasticceria, gelati, chewingum, cioccolato e margarine. Sono grassi di scarsa qualità nutrizionale di origine vegetale o animale. I mono e digliceridi vegetali sono ottenuti da olii di cocco o di palma, mentre quelli di origine animale da scarti di macellazione come unghie, corna, grasso e chissà cos’altro.
  • Olii palma e colza, ingredienti di origine vegetale che compaiono nelle creme spalmabili, nei brodi, in alcuni piatti pronti e soprattutto in tantissimi prodotti da forno. Sono ricchi di acidi grassi saturi, il cui consumo eccessivo risulta correlato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
  • Grassi trans e idrogenati sono grassi pericolosi per la nostra salute, anche in questo caso aumentano soprattutto il rischio cardiovascolare e alzano i livelli di colesterolo cattivo abbassando quelli del colesterolo buono.

Non ci sono dati preoccupanti riguardo l’acido ascorbico, o Vitamica C (E301), e l’acido citrico (E330) presente naturalmente negli agrumi. Tuttavia, alcuni studi stanno verificando se la Vitamina C presente artificialmente nei cibi insieme ad altri additivi, possa (a causa di questa interazione) avere effetto protettivo nei confronti della produzione di nitrosamine, o possa invece favorirne la formazione.

Altre indicazioni obbligatorie in una etichetta alimentare

Ogni prodotto ha un suo nome, quindi in etichetta non può di certo mancare la denominazione dell’alimento. Questa corrisponde alla sua denominazione legale e, in mancanza di questa, alla sua denominazione usuale. Ma se anche quest’ultime non esistono? Viene utilizzata una denominazione descrittiva.

In ogni etichetta alimentare deve essere evidenziata anche durabilità del prodotto, la quale esprime la durata o il termine minimo di conservazione. Sulla confezione possiamo, infatti, trovare due diverse diciture:

  • Da consumare entro il…” rappresenta il limite entro il quale il prodotto deve essere tassativamente consumato. È il caso di prodotti molto deperibili per cui la data indicata rappresenta quella di scadenza.
  • Da consumarsi preferibilmente entro il…” significa che il prodotto può essere consumato anche se trascorso qualche giorno dalla data indicata senza rischi della salute.

Conoscere la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione può essere utile per evitare e prevenire gli sprechi alimentari

Una etichetta alimentare contiene, inoltre, le condizioni di conservazione ed uso. Si tratta dell’insieme di indicazioni che permettono di mantenere il prodotto in buone condizioni anche dopo l’apertura della confezione.

Anche il paese d’origine e luogo di provenienza è una informazione obbligatoria che deve essere presente in etichetta e ci consente di sapere l’origine e la provenienza di ciò che mangiamo.

Il regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti ha abolito l’obbligo d’indicazione della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari. Tuttavia, il ministero delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico si sta battendo per il ripristino dell’obbligo per quanto riguarda gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano per fornire un’indicazione chiara ed esaustiva e un’efficace tutela della salute del consumatore.

Le dichiarazioni nutrizionali in una etichetta alimentare

In etichetta devono essere presenti, inoltre, le dichiarazione nutrizionali. Si tratta della tabella dei valori nutrizionali in cui sono contenute le informazioni sull’apporto calorico e nutritivo dell’alimento.

In questo caso, l’obbligatorietà riguarda l’indicazione di: valore energetico (in Kjoule e kCal), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. 

Queste possono essere integrate con indicazioni su acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, sali minerali e/o vitamine, amido e fibre. Il valore energetico è riferito a 100 g/100 ml dell’alimento oppure alla singola porzione.

La tabella nutrizionale riporta, quindi, la composizione in macronutrienti di ciò che acquistiamo.

Cosa sono i macronutrienti?

I macronutrienti svolgono un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione. Devono essere assunti in quantità considerevoli rispetto ad altre sostanze ugualmente importanti – i micronutrienti – ma di cui necessitiamo in quantità decisamente inferiori.

Per comprendere ancor meglio le etichette alimentare e saperle, quindi, leggere, è doveroso riportare anche alcuni cenni sui macronutrienti più importanti.

Glucidi o Carboidrati.

C’è che tanto li evita, ma sapete che rappresentano la nostra fonte energetica principale? Vengono infatti utilizzati dalle nostre cellule per produrre l’energia di cui abbiamo bisogno e possono essere convertiti in glicogeno cioè la forma di riserva energetica a livello muscolare ed epatico, o in grassi di riserva.

A seconda della loro complessità strutturale si distinguono in carboidrati semplici (principalmente contenuti nella frutta) e carboidrati complessi (ne sono ricchi i cereali). Proprio in virtù della loro importanza, i carboidrati dovrebbero rappresentare dal 55% al 65% del nostro apporto energetico.

Protidi o Proteine.

Sono formate da amminoacidi e svolgono moltissime funzioni nel nostro organismo (a livello epatico, muscolare, regolano la pressione oncotica nel sangue costituendo molecole di trasporto ecc.).

Alcuni amminoacidi cosiddetti essenziali devono essere necessariamente introdotti con la dieta. Il consumo giornaliero delle proteine dovrebbe essere all’incirca del 15-20% dell’apporto energetico totale, scegliendo ovviamente proteine di qualità.

Lipidi o Grassi.

Sono un gruppo eterogeno di molecole che, se di buona qualità e nella giusta quantità, svolgono funzioni essenziali per la vita delle nostre cellule (basti pensare che le nostre cellule sono costituite da una membrana costituita quasi interamente da lipidi).

Sono da preferire i grassi di origine vegetale come i grassi monoinsaturi contenuti nell’olio di oliva, e i grassi polinsaturi di cui sono ricchi alcuni tipi di pesci e la frutta secca. Si consiglia un intake giornaliero pari al 20-25 % dell’apporto energetico totale.

Fibre.

I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano di assumere ogni giorno 25-30 g di fibre.

Si tratta di composti di origine vegetale dal potenziale calorico nullo, fondamentali sia poiché vengono metabolizzati dalla nostra flora batterica intestinale (favorendo la crescita di quei ceppi batterici che svolgono azione probiotica) sia poiché aumentano il senso di sazietà e il volume delle feci. Inoltre, un consumo regolare di fibre, solubili e insolubili contribuisce a regolare la glicemia e la colesterolemia.

Indicazioni nutrizionali e sulla salute

L’etichetta alimentare può essere utilizzata dal produttore per attribuire al proprio prodotto particolari proprietà nutrizionale o di tipo salutistico. Si tratta dei cosiddetti claims, i quali devono rispettare ingredienti, valori nutrizionali, origine e provenienza.

Ecco alcune delle famose diciture che troviamo sulle confezioni dei prodotti quando andiamo a fare la spesa:

A BASSO CONTENUTO…

  • Calorico: il prodotto contiene non più di 40 kcal/100 g per i solidi o più di 20 kcal/100 ml per i liquidi

A BASSO CONTENUTO DI…

  • grassi: il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g per i solidi o 1,5 g di grassi per 100 ml per i liquidi
  • grassi saturi: il prodotto non supera 1,5 g/100 g per i solidi o 0,75 g/100 ml per i liquidi
  • zuccheri: il prodotto contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi

A RIDOTTO CONTENUTO…

  • Calorico: il valore energetico è ridotto di almeno il 30%

SENZA…

  • Calorie: il prodotto contiene non più di 4 kcal/100 ml
  • Grassi: il prodotto contiene non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml
  • Grassi saturi: la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non supera 0,1 g di grassi saturi per 100 g o 100 ml
  • Zuccheri: il prodotto contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml
  • Zuccheri aggiunti: il prodotto non contiene zuccheri o ogni altro prodotto utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento li contiene naturalmente si deve riportare sull’etichetta: “contiene naturalmente zuccheri”

RICCO DI…

  • Grassi monoinsaturi (o polinsaturi): almeno il 45% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano dai grassi monoinsaturi/polinsaturi e a condizione che gli stessi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto
  • Grassi insaturi : almeno il 70% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano da grassi insaturi e a condizione che gli stessi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto

FIBRE:

  • Fonte di…: il prodotto contiene almeno 3 g di fibre per 100 g o almeno 1,5 g di fibre per 100 kcal
  • Ad alto contenuto di…: il prodotto contiene almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal

PROTEINE:

  • Fonte di…: almeno il 12% del valore energetico dell’alimento è dato da proteine
  • Ad alto contenuto di…: almeno il 20% del valore energetico dell’alimento è apportato da proteine

SALE O SODIO:

  • Ad basso contenuto di…: il prodotto contiene non più di 0,12 g di sodio per 100 g o 100 ml
  • Ad bassissimo contenuto di…: il prodotto contiene non più di 0.04 g di sodio per 100 g o 100 ml
  • Senza sodio o senza sale: non deve contenere più di 0,005 g di sodio

LEGGERO/LIGHT:

Il valore energetico è ridotto di almeno 30%. Dietro la parola “light” spesso si nascondono prodotti meno ricchi di grassi ma con un elevato contenuto di zuccheri e viceversa.

Le informazioni fornite sono tante e ci sarebbe ancora tanto da dire analizzando prodotti specifici come il latte, la carne, l’olio, ecc.. Spero però che già quanto riportato sia stato sufficiente ad avere le idee un po’ più chiare sulle etichette alimentare e che questa guida vi possa aiutare a scegliere con maggiore attenzione ciò che decidete di mettere nel vostro carrello della spesa. Ricordate che la nostra salute passa innanzitutto dalla prevenzione e dalle BUONE ABITUDINI.

Articolo scritto con il supporto della Dott.ssa Roberta Faraone – Biologa Nutrizionista.


Fonti:

www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_215_allegato.pdf

www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1475&area=nutrizione&menu=etichettatura

www.bello-buono-d.blogautore.repubblica.it/category/le-etichette-alimentari

www.altroconsumo.it/alimentazione/prodotti-alimentari/speciali/additivi-alimentari/2

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