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FOOD BLOGGER E COLLABORAZIONI: I VANTAGGI PER LA STRATEGIA COMUNICATIVA DI UN’AZIENDA

Luglio 9, 2018Michela Dessì

Chi mi segue da tempo sa che non sono “solo” una blogger ma mi occupo anche di web marketing. Wonder Woman transformation attivata: social media manager di giorno, healthy food blogger di notte. Il 6 luglio scorso ho tenuto un intervento al SorsiAperiWeb, un evento organizzato da Sorsi di Web e incentrato sulle nuove tendenze sul marketing digitale del Food & Wine.

Nel mio speech ho spiegato come può un food blogger influenzare positivamente la strategia comunicativa di un’azienda, un argomento che ha suscitato molto interesse tra i presenti e per questo ho pensato di raccontarvi anche qua questi retroscena più tecnici della vita di un food blogger.

Food blogging e collaborazioni - Sorsi di web

Chi è il food blogger

Potrebbe presentarsi, alle apparenze, come un individuo un po’ strano. Di quelli che non possono mangiare senza prima aver scattato una foto e che se mangia fuori casa deve cercare per forza il tavolo con la luce migliore.


Fonte GIPHY

Molti pensano che i food blogger non mangino quello che cucinano, ma posso assicurare per esperienza personale che non è assolutamente vero 😆

C’è chi fa il food blogger per passione e chi ha fatto del food blogging la sua professione. Un food blogger cucina, scatta e mangia. Tutto qui? Assolutamente no.

ll marketing non è più una questione di cosa sai produrre, ma di che storie sai raccontare – Seth Godin

Deve sapere sì cucinare, ma deve anche raccontare una storia interessante attraverso le parole e le immagini, offrendo un’essenziale punto di vista personale. Produce contenuti di qualità entrando nella storia del prodotto, per svelarne poi i sapori, i modi d’uso e le curiosità. Se si leva tutto questo si è semplicemente di fronte a un distributore automatico di ricette.

Perché un’azienda deve collaborare con un food blogger

Per un’azienda non è sufficiente avere un prodotto ottimo, che porta con se una storia importante, se tutto questo è conosciuto da pochi. Per entrare nel mercato, e quindi vendere, è necessario far parlare se e per fare questo è essenziale saper comunicare. Bisogna mettersi in gioco e farsi conoscere dal proprio pubblico. Come può un food blogger aiutare un’azienda a raggiungere questo risultato?

I food blogger hanno un grande impatto sulle decisioni dei loro lettori, che sono a loro volta anche consumatori. Non tutti i consumatori sono però uguali. Per un’azienda è infatti essenziale stabilire il proprio pubblico, ovvero la fetta di mercato che si ha intenzione di raggiungere. Solo a questo punto, dopo aver selezionato il target di riferimento, si potrà identificare il giusto food blogger. Questo dovrà dunque disporre di un pubblico che rispecchia potenzialmente quello del brand. Ma non solo, dovrà disporre di valori etici e morali in linea con quelli che l’azienda vuole trasmettere.

La quantità di followers non è quindi il criterio di scelta primario. Rispetto a quest’ultimo aspetto occorre fare diverse valutazioni. Ha senso collaborare con un blogger che ha, ad esempio, tanto seguito sui social ma che si rivolge ad un cerchia di persone che non hanno a che fare con il food? Non bisogna essere attirati solo dai numeri, ma occorre valutare anche la qualità di quei numeri.

Il ruolo del food blogger nella strategia comunicativa di un’azienda

Compito del food blogger è quello di comunicare in modo efficace il prodotto, attraverso contenuti che poi potranno essere riutilizzati, previo accordo, sui canali di comunicazione dell’azienda. Il food blogger è quindi uno storyteller, un content creator, e per questo deve avere anche delle buone basi di food photography.

Il valore così creato potrà essere ricondiviso dall’azienda, attraverso dei post sui social, degli articoli sul blog aziendale o altre iniziative. Si verrà a creare un flusso di contatti che porterà potenzialmente alle vendite e sicuramente ad un incremento della notorietà del brand e dei suoi prodotti.

Non esiste una “ricetta” uguale per ogni azienda, una combinazione di fattori che poterà alla conversione certa. Tuttavia dosando bene gli ingredienti in base ai propri clienti attuali e potenziali, i risultati non saranno per tutti identici, ma ottimizzati e bilanciati in base alla realtà di riferimento. L’azienda collegandosi a blogger influenti nel food (o in uno specifico settore del food), tali da ispirare fiducia per prendere decisione d’acquisto, guadagnerà a sua volta fiducia e costruirà fedeltà. Si innescherà quindi un processo di fidelizzazione tramite il blogger, che metterà l’azienda in contatto diretto con il suo pubblico e sarà vista meno come un marchio e più come un essere umano.

Come collaborare con un food blogger

C’è anche da dire che cedere la comunicazione del proprio brand a persone esterne può rappresentare sia un rischio reputazione che economico. L’abilità sta infatti nell’identificare i comunicatori veramente efficaci, perché questi saranno in grado di portare all’azione, generando traffico o vendite. Ribadendo quanto detto poco fa, non si tratta quindi solo di visibilità della marca o like.

È importante che esista una connessione autentica e sincera tra blogger e brand, perché questa andrà poi nutrire la relazione creata tra il brand e il cliente finale attraverso il blogger.

Io, come food blogger, scelgo di consigliare un prodotto o nominare un’azienda solo perchè credo in ciò che affermo e penso che questo tipo di condivisione possa essere utile al mio pubblico. Racconto di realtà che che mi hanno colpito per la loro qualità, professionalità e passione e seleziono solo prodotti testati in prima persona e in perfetto stile #mangiapositivo.

Per quanto riguarda i contenuti che possono essere prodotti, le tipologie sono infinite in quanto vanno studiate insieme all’azienda e in base alle sue necessità. Ci sono, ad esempio, le ricette con product placement, gli show cooking o i blog tour. Per approfondire, potete trovare tutti i modi con i quali collaboro con le aziende cliccando QUI.

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