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MANGIARE LA FRUTTA DOPO I PASTI? RISPONDE LA NUTRIZIONISTA

settembre 18, 2017Michela Dessì

Frutta dopo i pasti: sì o no? C’è chi dice che fermenta nell’intestino, chi dice che non succede nulla. Questa domanda mi è stata fatta tantissime volte, ma non avendo alcun titolo per dare pareri di questo genere, non mi sono mai sbilanciata.

Oggi però voglio provare a sfatare una volta per tutte questo mito dell’alimentazione. Ma aspettate, non lo farò da sola. Affronterò l’argomento insieme alla Nutrizionista Fernanda Scala. Le ho posto una serie di quesiti e ne abbiamo discusso insieme. Buona lettura 😉

Perché bisogna mangiare la frutta?

La frutta è un ottimo alimento, fa bene alla salute e rappresenta una componente fondamentale in una dieta sana ed equilibrata. Apporta infatti ottimi quantitativi di:

  • fibre, che favoriscono il corretto funzionamento dell’ attività intestinale
  • sostanze ad azione antiossidante
  • vitamine e sali minerali
  • acqua

Come insegna la regola del piatto sano, affinché un pasto sia completo devono essere presenti tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni.

Per quanto riguarda frutta e verdura, il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro raccomanda il consumo di 5 porzioni al giorno (pari a circa 600g).

Frutta dopo i pasti: si o no?
Frutta dopo i pasti: si o no?

Si sente spesso dire che mangiare la frutta dopo i pasti fa male, ma è vero?

Solitamente si consiglia di consumare la frutta lontano dai pasti principali. Quando precisamente? Prima o almeno 2 ore dopo il pasto, per evitare di accusare il classico gonfiore, sia a livello gastrico che a livello intestinale. Questo è legato alla fermentazione degli zuccheri presenti al suo interno.

“Se mangi la frutta subito dopo i pasti non assimili le sue vitamine”. Come rendere ottimale l’assorbimento?

Un altro motivo che sostiene la teoria che mangiare la frutta dopo i pasti rappresenti un’abitudine alimentare scorretta, è che a digiuno i suoi nutrienti verrebbero assimilati più rapidamente, godendo quindi appieno delle sue proprietà benefiche.

Sebbene l’osservazione possa essere corretta, alcune preziose sostanze contenute all’interno dei frutti che consumiamo, se combinati correttamente, posso supportare e favorire i processi metabolici, digestivi e di assorbimento di altre sostanze introdotte attraverso la dieta giornaliera. Ad esempio:

  • la bromelina, un enzima proteolitico contenuto in alcuni frutti come l’ananas, favorisce la degradazione proteica, facilitando e migliorando il processo digestivo
  • la vitamina C, facilita l’assorbimento sia del ferro eme, presente all’interno degli alimenti di origine animale, sia di quello non-eme, contenuto all’interno degli alimenti di origine vegetale
  • le fibre solubili, contenute al suo interno, contribuiscono a rallentare, e quindi a limitare, l’assorbimento sia a livello gastrico che a livello intestinale, degli zuccheri e degli acidi grassi saturi contenuti all’interno degli alimenti che consumiamo

I pasti con sola frutta: NO

La frutta è un ottimo alimento, una fonte preziosa di fibra, vitamine, sali minerali, molecole ad azione antiossidante, zuccheri e proteine, il cui consumo è quindi fondamentale nella nostra alimentazione. Tutto ciò a patto che avvenga nel giusto quantitativo, in base alle specifiche esigenze nutrizionali della persona, senza eccessi o demonizzazioni.

Cercate di preferire sempre il prodotto di stagione, magari a km0. Questo sarà più ricco di sostanze nutritive rispetto a quello extra-stagionale, e con un quantitativo inferiore di conservanti.

Per chi ritiene che “Mangio un frutto per rimanere leggera“, per compensare uno”sgarro” o un eccesso alimentare commesso, in realtà è una scelta alimentare non corretta. Da sola la frutta non può certo sostituire un intero pasto che, per essere bilanciato, deve essere rappresentato da tutti i macronutrienti della dieta mediterranea.

In linea generale, i pasti “mono alimento” non sono mai corretti. Questo perché non forniscono all’organismo un bilanciato e corretto apporto in nutrienti. Inoltre un pasto a base di sola frutta non fornisce un adeguato senso di sazietà. Correrete il rischio di ritrovarvi dopo un’ora a fare i conti con il senso di fame.

Quale frutta mangiare dopo i pasti?

Non esiste un frutto specifico il cui consumo sia raccomandato o indicato prima, durante o dopo i pasti principali, in quanto strettamente correlato alla tipologia di alimento consumato.

Ad esempio, se la frutta viene inserita all’interno di un pasto ricco in carboidrati complessi, quali pasta, riso, pane e cereali in generale, richiedendo questi un processo metabolico digestivo più lungo rispetto agli zuccheri semplici contenuti nella frutta, il rischio è che il processo digestivo complessivo risulti rallentato, con conseguente fermentazione gastrico intestinale.

Ricordatevi che tutta la frutta è composta principalmente da acqua, fibre e zuccheri. Questi, nell’attesa di essere metabolizzati, fermenteranno tendendo a gonfiare l’addome.

Conclusioni

La frutta è un alimento che non deve mai mancare nella nostra dieta giornaliera poiché rappresenta un concentrato prezioso di sostanze benefiche per il nostro organismo.

Non esiste una regola sul “quando consumarla”. Se non si accusano problemi digestivi o se non si soffre di gonfiore, è possibile mangiare la frutta dopo i pasti. È possibile quindi inserirla, in modo adeguato e bilanciato, anche all’interno dei pasti principali.

Non dimentichiamoci però che con la frutta si possono creare anche dei meravigliosi spuntini o delle energetiche colazioni, associandola ad una fonte proteica o di acidi grassi vegetali.


Articolo scritto con la Dott.ssa Fernanda Lisa Scala. Biologa Nutrizionista | Laureata in biologia molecolare e cellulare  Seguila su facebook instagram!

Foto Pixabay
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